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Cosa sono i farmaci biologici?

A dispetto del nome, che sembra far riferimento a sostanze reperibili in natura e senza l’aggiunta di prodotti chimici, si tratta di molecole estremamente complesse sintetizzate in laboratorio. In particolare, il principio attivo di questi farmaci innovativi è costituito da proteine prodotte all’interno di sistemi viventi, come le cellule. Da qui il nome di “biologici”. Si tratta in effetti di molecole umane, di solito anticorpi, riprogrammate per agire contro un determinato bersaglio. Sono progettate per attaccare le cellule responsabili della malattia, senza danneggiare le quelle sane.

Ultimamente, il termine biologico è spesso  sostituito dal più appropriato “biotecnologico”, adoperato in tutti i casi in cui, durante il processo produzione, si faccia ricorso ad avanzati processi di ingegneria genetica.

I farmaci biologici o biotecnologici sono quindi farmaci di nuova generazione, con un target altamente specifico, che per quanto possibile, riducono gli effetti collaterali dei farmaci più utilizzati e diffusi in precedenza.

Per approfondimento sito AIFA

A cosa servono i farmaci biologici?

Sono utilizzati per curare alcune malattie della coagulazione o patologie autoimmuni come la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, il lupus, ecc. Oppure sono impiegati nella cura di particolari virus (tra cui HIV), malattie neurologiche, alcuni tumori, come coadiuvanti in corso di chemioterapia o in seguito a trapianti di organi. Anche la ben nota insulina, utilizzata per la cura del diabete, è un farmaco biologico. Così come lo sono alcuni vaccini a cui ci si sottopone abitualmente.

È possibile che in futuro diventino una valida opzione terapeutica anche per curare altri disturbi per cui attualmente ancora non esistono valide terapie.

Negli ultimi anni, la ricerca e le case farmaceutiche hanno rivolto sempre maggiore attenzione a questi farmaci, sperimentando diverse tecniche per ottenere molecole sempre più efficienti contro le cellule malate: DNA ricombinante, fermentazioni o tecnica degli ibridomi.

Dove si acquistano i farmaci biotecnologici?

Sono farmaci molto costosi e non possono essere comprati in farmacia, neanche se muniti della ricetta medica. Possono essere rilasciati ai pazienti, con spesa a carico del SSN, solo dalle farmacie degli ospedali o dalle Asl di zona, dopo aver presentato il piano terapeutico, compilato dal medico specialista ospedaliero che li ha prescritti.

Esistono i generici dei farmaci biologici?

La scadenza dei brevetti dei primi farmaci biologici ha consentito che in breve tempo sul mercato giungessero i così definiti “farmaci biosimilari”.

Un biosimilare e il suo farmaco di origine sono ottenuti tramite processi di produzione differenti. Non sono uguali quindi, ma simili, a differenza dei farmaci generici in cui il principio attivo è identico a quello dei farmaci di riferimento.

Queste lievi differenze possono provocare in alcuni casi variazioni in termini di efficacia e sicurezza.

Per questo in Europa o negli Stati Uniti, i test preliminari e le procedure per l’autorizzazione, sono più lunghe e macchinose rispetto a quelle dei farmaci generici.

Perché vengono sviluppati i farmaci biosimilari se non sono identici ai biologici di riferimento?

Si tratta sostanzialmente di una ragione economica. Dato l’elevato costo dei biotecnologici originali, i biosimilari offrono un potenziale vantaggio economico e contribuiscono alla sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari. Si agevola in questo modo l’accesso dei pazienti alle nuove possibilità terapeutiche derivate dal progresso in ambito farmaceutico.

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